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India, una cultura diversa
Cari lettori,
A novembre 2008 ho avuto la possibilità di fare un viaggio, un viaggio molto
interessante.
Non è stato il primo viaggio che ho fatto, ma il Paese che ho visitato mi ha
colpito molto. Mi ha colpito perchè la cultura è molto diversa dalla nostra; mi
ha colpito per i vestititi caratteristici che indossa la gente, per la povertà
di molte persone, per le grandi differenze sociali. Non so se avete capito, ma
sto parlando dell'India.
IL MATRIMONIO

Sono stato invitato ad un matrimonio ed è stata un'esperienza indimenticabile.
Pensando ad un matrimonio, ad un italiano può venire in mente la solita
cerimonia di un giorno con il ricevimento a pranzo o a cena. In India, invece,
il matrimonio dura ben tre giorni, ma non è l'unica differenza rispetto ai
nostri sposalizi!
Il matrimonio, ad esempio, si è svolto in quei precisi giorni, perchè sono state
le stelle a sceglierli.
I festeggiamenti sono cominciati venerdì 22 novembre, giorno in cui c'è stato il
primo dei tre ricevimenti dell'Imeneo.
Erano presenti solo i parenti e gli amici più stretti, sia dello sposo che della
sposa, ed è stata una serata di balli, bellissimi sari (vestito caratteristico
delle donne) e tanto cibo indiano, molto piccante. Loro infatti aggiungono a
tutti i piatti spezie piccanti (si salva solo il pane) perchè credono che siano
una purificazione per il corpo e per la mente.

Abbiamo anche visto un video con tutte le foto dei "promessi sposi", di cui
abbiamo ripercorso la storia da quando si sono incontrati al giorno del
matrimonio stesso.
La serata è continuata con altri bellissimi balli e tanto tanto divertimento.
Il giorno seguente il ricevimento è iniziato a mezzogiorno, abbiamo pranzato
(indiano, naturalmente) e gli sposi ci hanno rivelato i loro progetti per il
futuro. C'è stata anche la consegna dei regali, sempre da parte dei parenti e
degli amici più stretti.
Poi è arrivata la Domenica, il giorno della cerimonia. La cosa curiosa è che non
si è svolta in una chiesa, bensì in un edificio fatto apposta per i connubi. E'
iniziata alle sette in punto del mattino e si è prolungata fino a mezzogiorno e
mezzo.
Non è stata la cerimonia che noi potremmo immaginare, con gli sposi davanti al
prete e tutti gli invitati seduti dietro: gli sposi erano impegnati in diversi
rituali, che si svolgevano anche senza la completa attenzione dei 1128 invitati
(non sto scherzando, è vero! Eravamo ben 1128!), come ad esempio l'unzione delle
mani in un olio "nuziale". Questo gesto era particolarmente significativo: lo
sposo ungeva il capo della sposa e lei ripeteva il medesimo movimento a
simboleggiare la loro unione.
Alla fine del connubio c'è stato il pranzo, con un cibo che si usa solo per i
matrimoni, e che gli invitati mangiano una sola volta nella vita! Infatti per i
pranzi matrimoniali si scelgono ingredienti particolari, che non si utilizzano
nelle altre occasioni e che vengono combinati di volta in volta in modo diverso
e originale.
Per me non erano il massimo, sembrano tutti uguali i loro pasti! Ma la
popolazione indiana sembrava apprezzare molto!
Nel pomeriggio siamo andati in hotel, e la sera siamo tornati nella stessa sala
per l'ultima cena prima che la coppia partisse per l'Australia, in viaggio di
nozze.
LE ALTRE TAPPE DEL VIAGGIO
Dopo il matrimonio io e la mia famiglia abbiamo continuato il nostro viaggio in
quel Paese, partendo per la città di Jaipur, nel Rajhastan.
Era lunedì 25, quando siamo partiti con l'aereo da Mumbai.
Il martedì abbiamo visitato la città vecchia e, poco fuori, la vecchia capitale
dello stato: Amber city.
E'una fortezza raggiungibile solo in groppa ad un bellissimo elefante, tutto
colorato e ornato di lenzuoli.
Al mercoledì ci siamo trasferiti ad Agra, la città che ospita il magnifico
monumento all'amore conosciuto in tutto il mondo: il Taj Mahal!
Da pochi anni diventato la prima meraviglia del mondo antico, questo edificio fu
costruito su commissione del maraja Sha Jhan e doveva essere la tomba della
moglie defunta, Mumtaz Mahal.

L'imperatore per costruire l'edificio impiegò ventidue anni: chiamò operai da
tutto il mondo, anche veneziani. Era necessaria la collaborazione di tanti
esperti, poichè il monumento aveva di fianco un fiume che due volte l'anno
andava in piena: erano indispensabili fondamenta particolarmente resistenti.
Al termine della costruzione l'imperatore volle edificare il cosiddetto Taj nero
(identico all'originale ma, come si può immaginare nero) dall'altra parte del
fiume, che sarebbe stata la sua tomba, ma uno dei suoi quattordici figli, che lo
credette pazzo, lo fece rinchiudere nel forte rosso di Agra, dove morì dopo
diversi anni di prigionia guardando il Taj.
Così, non avendo potuto costruire la sua tomba (oggi è visibile soltanto la
base), l'imperatore venne seppellito nel Taj Mahal di fianco alla moglie.
Dopo il Taj abbiamo visitato il forte rosso e il piccolo Taj Mahal, un edificio
con delle tombe a cui si sarebbe ispirato l'imperatore per la costruzione della
meraviglia.
Il giorno seguente, l'ultimo del nostro viaggio, ci siamo trasferiti a Dheli,
dove abbiamo fatto il giro di Old Dheli in risciò (molto caratteristiche tutte
le viettine con i vari negozietti e con, purtroppo, i ragazzini che chiedevano
la carità), abbiamo visitato la grande Moschea, una delle più grandi dell'India
e la tomba di Mahatma Ghandi.
Conservo ancora uno splendido ricordo della cerimonia a cui ho assistito e
dell'intero viaggio, soprattutto perchè ho potuto conoscere un mondo
affascinante e uno stile di vita completamente diverso dal nostro.
Credetemi, se ci andrete anche voi sarà un viaggio difficilmente
dimenticabile... l'India è un'esperienza unica, un Paese meraviglioso!
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